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L'analisi dell'attività di Lavinia in rapporto al contesto del tardo Rinascimento ha lasciato emergere aspetti ancora non sufficientemente indagati della sua produzione -quali le nuove tipologie della vita affettiva, la famiglia, il bambino, il ritratto- e di tracciare l'immagine di un'artista in grado di competere con modelli internazionali: in special modo la serie degli autoritratti, rivelando il raggiungimento di una piena coscienza di sé e del proprio ruolo professionale, propone un modello di creatività femminile che a Bologna ha radici antiche, risalendo agli esempi illustri e cittadini di Caterina Vigri e della "schultora" Properzia de' Rossi (attiva negli anni venti del XVI nel cantiere di San Petronio).
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